Yoga. Tadasana

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Samasthiti – Tadasana – Etimologia: Samasthiti da sama = in piedi, immobile – sthiti = stabilità.
Tadasana da tada = montagna – asana = posizione.
Note Generali: sono entrambe le posizioni di base in piedi, alcune scuole le differenziano intendendo per Samasthiti la posizione statica in piedi con due principali varianti quella a piedi uniti e quella con i piedi leggermente separati (30 cm circa).
Per Tadasana viene invece intesa una serie di posizioni dinamico/statiche che partono sempre da Samasthiti e che ricercano un perfetto equilibrio in piedi mediante una fase dinamica a cui segue quella statica.
La maggioranza delle scuole di Yoga non fanno differenza tra le due posizioni ed intendono sia per Samasthiti che per Tadasana la posizione di base in piedi tenuta stabilmente e senza sforzo.

Avvertenze e controindicazioni: come tutte le posizioni va eseguita all’inizio sotto la guida di un istruttore esperto, una volta perfezionata si può eseguire anche da soli. Si richiede maggiore cautela nell’eseguire le fasi dinamiche per chi ha caviglie e/o polpacci deboli.

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A) Samasthiti, variante a piedi leggermente separati

B) Samasthiti, variante a piedi uniti

Illustrazioni Mentinfuga

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Guida all’esecuzione (dinamica) – prima dell’ Asana (posizione/postura) statica può essere inserita una fase dinamica: inspirando si sollevano braccia e talloni da terra finché le braccia raggiungono la perpendicolare rispetto al pavimento allineandosi perfettamente con il resto del corpo,
espirando si ritorna in posizione di partenza talloni e braccia giù, il movimento di braccia e talloni deve essere sincronizzato (questo si raggiunge con un costante esercizio e senza affrettare i tempi).
Numero di ripetizioni dinamiche consigliate: 7 (come il numero dei Chakra [1] principali)
Occhi: gli occhi sono aperti nella fase dinamica e fissano un punto fermo frontale rispetto la posizione, questo aiuta equilibrio e concentrazione.
Nella fase statica si può alternare chiusura ed apertura per percepire le differenti sensazioni che vengono sviluppate con l’Asana.

Guida all’esecuzione (statica) – ci si posiziona in piedi sopra un tappetino da allenamento molto sottile o direttamente sul pavimento, un tappetino troppo spesso e morbido è controindicato perché crea problemi al mantenimento dell’equilibrio.
I piedi possono essere uniti, si sfiorano semplicemente senza che ci sia alcuna pressione da contatto, o alla distanza tra loro di circa 20/30 centimetri (in genere uno dei riferimenti per distanziare i piedi è distanza uguale alla larghezza delle anche).
Nel caso in cui si assume la posizione con i piedi separati e richiesto che siano allineati/paralleli tra di loro [2].
Le braccia sono rilassate e laterali, possono sfiorare delicatamente il corpo o staccarsene di qualche centimetro (la loro posizione deve essere comunque il più naturale possibile).
I palmi delle mani sono rivolti verso le gambe. I muscoli addominali sono leggermente in tensione, torace leggermente in fuori, evitando però la lordosi della colonna vertebrale.
Concentrazione: sull’equilibrio posturale o sul respiro.
Visualizzazione: solo nella fase statica si può visualizzare un filo che dal soffitto scende perpendicolarmente fino al terreno e che attraversa il corpo dalla sommità del capo fino alla base formata dai piedi, ad occhi chiusi si cerca un perfetto allineamento con questo filo immaginario.
Benefici: aiuta a correggere difetti della postura in piedi, migliorando e riequilibrando anche il modo di camminare, previene inoltre problemi alla colonna vertebrale dovuti a posizioni errate.
Lo sguardo fisso su un punto, durante l’esecuzione, aiuta a migliorare concentrazione e stabilità mentale.

Correlazioni astrologiche: Bilancia: equilibrio e ricerca di armonia interno/esterno.
Capricorno: stabilità e determinazione.

Roberto Rindone

Note:
1] i Chakra sono vortici energetici visualizzati dai grandi Maestri in stato di meditazione profonda, i principali sono 7, ne esistono svariati altri considerati minori.
2] la posizione dei piedi è da scegliere in base alla naturale predisposizione del praticante, e da preferire quella che trasmette maggiore stabilità.

Bibliografia:

Swami Satyananda Saraswati,”Asana Pranayama Mudra e Bandha” edizioni Satyananda Ashram Italia,
B.K.S. Yengar, “Teoria e pratica dello Yoga“, edizioni Mediterranee

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