Le elezioni politiche si avvicinano e l’opposizione, in linea con la passività di una fetta importante dei cittadini, continua a non cogliere la gravità della situazione. Non è chiaro se e quando si faranno le primarie per il leader di un campo largo di cui non sono chiari i confini e che, a seconda dei momenti, appare e sparisce. Chiunque guiderà un’alleanza alternativa all’estrema destra dovrà provare a realizzare, almeno in parte, un programma di governo basato sui contenuti. È di questo che si dovrebbe parlare: sanità, istruzione, ambiente, energia, tasse, conti pubblici, lotta alle mafie e alla corruzione… La politica estera è un problema ma una quadra si può trovare, inoltre le elezioni si giocano soprattutto su altri temi. Personalizzare la politica significa annullarla in duelli sterili, in slogan che favoriscono l’immobilismo e l’incompetenza. Non è facile trovare una sintesi tra forze diverse, ma in politica è sempre necessario. Tranne che nelle dittature, dove decide una persona o una giunta militare o magari un gruppo di potenti che controllano il sapere tecnologico. Il tempo stringe e le speranze diminuiscono.
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